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Low & No Alcohol: con San Benedetto scopriamo il nuovo trend del bere consapevole.

Masterclass San Benedetto sui cocktail low e no alcohol

Da qualche anno si sente sempre più parlare di cocktail low e no alcohol, i cosiddetti mocktail, sono diventati una parte non marginale di mercato.

Curiosità: Mocktail è una parola che nasce dalla fusione di mock, falso, e cocktail e trae ispirazione dal gergo cinematografico dove mockumentary indica un genere di finzione che ricalca lo stile e il linguaggio dei documentari.

Non si tratta, in realtà, di un’invenzione recente: bisogna tornare all’Inghilterra di fine ‘800 inizi ‘900 per trovare i primi Alcohol-free Bar, nati per tentare di arginare il dilagare dell’alcolismo. Adesso, però, l’approccio è diverso: i drink con una bassa gradazione alcolica sono diventati una parte non marginale di mercato.

Secondo l’IWSRDrinks Market Analysis – la categoria copre solo lo 0,6% del mercato totale ed è ben lontana dall’essere ampia come quella degli spirits tradizionali ma è il segmento che crescerà più rapidamente fino al 2024. Il CEO dell’istituto di ricerca sottolinea che: quello che stiamo vedendo è una tendenza alla moderazione che si sta diffondendo nei principali mercati globali e che sta portando con sé una maggiore domanda di bevande a ridotto contenuto alcolico, o senza alcohol.

In questo momento, la domanda sembra superare l’offerta che ovviamente rimane ben lontana dall’essere ampia come quella degli spirits tradizionali, ma tanti sono i segnali di cambiamento.

La nuova cocktail culture, infatti, ha segnato un passo avanti verso la qualità del bere, riducendo drasticamente la quantità di alcohol all’interno dei cocktail, senza dare un taglio anche al gusto. Al contrario, i migliori bartender del mondo si cimentano con una miscelazione zero o low alcol, accontentando la fetta di consumatori che vuole bere bene senza esagerare. Nei cocktail menù, infatti, è ormai consuetudine trovare diverse proposte analcoliche che permettono di gustare più drink durante la serata senza essere appesantiti. I cocktail analcolici nascono sostanzialmente per rappresentare una alternativa non punitiva (in termini di gusto) alle bevute alcoliche, con un duplice obiettivo: offrire un sostituto appetibile a chi non consuma alcohol, e bloccarne la crescita esponenziale del suo consumo.

In quest’ottica si inserisce un progetto di San Benedetto, azienda leader del Total Beverage in Italia che lavora per assicurare i massimi livelli di sicurezza alimentare e il continuo miglioramento degli standard qualitativi interni, per l’ottimizzazione dei processi aziendali. La gamma di produzione e commercializzazione di San Benedetto include acque, thè freddo, acque aromatizzate, bevande a base di frutta, bibite gassate e aperitivi. Inoltre, grazie al rapporto di franchising con il Gruppo Suntory, distribuisce in Italia i marchi Schweppes e Energade.

Indian Black Tea è il tè firmato San Benedetto per i migliori locali Horeca. Un blend selezionato, realizzato con infuso di foglie di Tè Nero indiano in acqua oligominerale San Benedetto con succo di Limone o Pesca di certificata origine italiana. Un gusto equilibrato, un profumo intenso leggermente fruttato, un gusto ricco e coinvolgente e una freschezza che appaga. Privo di conservanti e coloranti il prodotto si presenta in un packaging lussuoso ed esclusivo: una bottiglia di vetro vetro da 0,25L disegnata a mano che trae ispirazione dal mondo dei profumi orientali.

Paolo Chiari, è il barman della Flair Division che, usando come base gli Indian Black Tea ha creato una selezione di cocktail no e low alchol.

Nato a Brescia nel 1989, Paolo è un trainer di Flair che con Paolo Borghesi, in Tandem, nel 2019 ha ottenuto la medaglia di bronzo alla finale del Roadhouse World Flair.

Curiosità: Il flair bartending, o comunemente detto flair, è l’insieme delle tecniche acrobatiche nella preparazione di cocktail inventate ed in uso dalla figura del barman. Si fondono in esso tecnica psicologica dimostrativa e di vendita (atta ad accogliere ed intrattenere la clientela) e rapidità nell’esecuzione delle figure (l’organizzazione e tecnica di svolgimento lavorativa).
Il bartender diventa perciò una figura che funge da agente catalitico mettendo a proprio agio la clientela e creando coinvolgimento e partecipazione della stessa allo spettacolo.

L’8 Maggio dalle 14:30 alle 17:30 Paolo sarà il formatore della Masterclass COME IL TÈ DIVENTA COCKTAIL LOW E NO ALCOHOL che Palagurmé ha organizzato in collaborazione con San Benedetto per presentare, in anteprima in Italia, i 4 cocktail che ha preparato per esaltare il gusto degli Indian Black Tea e offrire ai partecipanti ricette esclusive di cocktail no e low alchol che potranno anticipare le tendenze in quest’estate 2023.

Clicca qui per iscriverti alla masterclass e non perdere l’occasione di scoprire come rendere glamour e innovativa l’offerta di cocktail no e low alcohol del tuo locale.

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    Immagine di un bartender che sta usando il jigger

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